Salve!
Dalla versione n. 50, Firefox, su alcuni siti (ad esempio, Twitter) non mi lasciava più vedere i filmati.
E, inoltre, compariva il seguente errore:
"libavcodec may be vulnerable or is not supported, and should be updated to play video."
Per ovviare al problema:
1. Nella barra degli indirizzi digitate: about:config e premete invio.
2. Accettate i rischi. :)
3. Cercate la stringa "libavcodec change media.libavcodec.allow-obsolete"
4. Cliccateci sopra affinchè si passi dal valore false al valore true.
5. Non resta che riavviare Firefox.
Alla prossima.
Visualizzazione post con etichetta Lubit. Mostra tutti i post
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mercoledì 23 novembre 2016
martedì 11 ottobre 2016
PWGEN, random password generator
Pwgen genera password casuali, senza significato ma pronunciabili. O quasi :)
Consente di creare password in vario modo, di diversa lunghezza e con un set di caratteri normale o con caratteri speciali.
Per installarlo
$ sudo apt-get install pwgen
Per creare una pw alfanumerica:
$ pwgen -s -1
Per creare una pw alfanumerica, con la scelta del numero di caratteri (nel nostro caso 12)
$ pwgen -s -1 12
Per creare una pw contenenti anche caratteri speciali.
$ pwgen -s -1 12 -y
Ora immaginiamo di avere su un file di testo (lista_utenti.txt) il nome di cinque utenti e di voler creare per ognuno di esso una pw, in un colpo solo.
Ecco il risultato.
Alla prossima!
Consente di creare password in vario modo, di diversa lunghezza e con un set di caratteri normale o con caratteri speciali.
Per installarlo
$ sudo apt-get install pwgen
Per creare una pw alfanumerica:
$ pwgen -s -1
Per creare una pw alfanumerica, con la scelta del numero di caratteri (nel nostro caso 12)
$ pwgen -s -1 12
Per creare una pw contenenti anche caratteri speciali.
$ pwgen -s -1 12 -y
Ora immaginiamo di avere su un file di testo (lista_utenti.txt) il nome di cinque utenti e di voler creare per ognuno di esso una pw, in un colpo solo.
#!/bin/bash
#name: creapw.sh
for i in $( cat lista_utenti.txt ); do
pwgen -s -1 12 -y | sed "s/^/$i /"
done
exit 0
Ecco il risultato.
Alla prossima!
venerdì 23 settembre 2016
I nostri dati al sicuro con RSync.
bentornati dopo le meritate vacanze estive.
Anche io ricomincio le attività e quindi eccomi qui con un nuovo post che spero risulti utile e che possa aiutarvi ad evitare momenti di "difficoltà" :)
La prima regola quando si lavora al PC, a mio avviso, è la SICUREZZA per i nostri dati che faticosamente abbiamo prodotto e accumulato nel tempo.
Quale momento più indicato di questo per fare un po' i conti con le copie di backup e magari automatizzarle? Mettere ordine in quello che spesso è il caos dei files ripetuti e sparsi nelle varie directory?
Chiarisco subito che la soluzione descritta in questo articolo non è la più completa ,esistono sistemi più avanzati, nè questo post vuol essere una guida esaustiva per il backup dei dati.
Lo strumento che andiamo ad utilizzare per fare tutto il lavoro si chiama RSync; è un programma utilizzabile a linea di comando ed è già disponibile nella vostra distribuzione Linux, in particolare in questo post userò Lubit (tanto per non fare nomi :) ).
Contrariamente a quanto potrebbe sembrare RSync è uno strumento molto potente con molte funzioni che possiamo combinare per ottenere il risultato desiderato, in particolare permette di sincronizzare i files con un backup anche incrementale, comprimerli in tempo reale per minimizzare i dati da trasferire, copiare ricorsivamente le cartelle e molto altro.
In fondo all'articolo metterò il link per chi volesse approfondire l'argomento, è comunque sempre disponibile il prezioso man quindi, in caso, usiamolo :)
Iniziamo!
Cominciamo col dire che nel programmare il backup dei nostri dati abbiamo due possibilità:
1) copiare i dati in locale;
2) copiare i dati in remoto.
Analizziamo le due possibilità cominciando col backup in locale, che tra l'altro è delle due la soluzione più semplice.
Come ogni programma che si rispetti RSync ha la tipica sintassi :
rsync opzione sorgente destinazione
innanzitutto vediamo alcune semplici opzioni di uso comune:
-v : abilita l' output dell'operazione in corso ed eventuali errori
-r : copia ricorsivamente i files contenuti all'interno delle directory
-h : scrive in forma più umanamente leggibili le cifre
-a : copia ricorsivamente i files e ne mantiene inalterati gli attributi, i permessi e tutte le caratteristiche
-z : attiva la compressione dei dati in tempo reale
-- delete : cancella i files che sono stati concellati nel PC sorgente
-- exclude : esclude singoli tipi di files
-- existing: sincronizza solo i files già presenti nel PC destinazione
1 - Backup locale
Vediamo quindi come copiare i dati in locale , cioè con sorgente e destinazione diverse ma stesso PC.
Questa e' la modalità più semplice e veloce, basta creare la cartelle destinazione e dare in pasto a rsync i parametri che abbiamo visto in precedenza, per es.
rsync -vrhz /home/utente /copiadati
questo comando effettua la copia di tutta la cartella home dell'utente in modo incrementale, ricorsivo con compressione dati nella cartella copiadati, da notare che la compressione dati non crea file compressi ma utilizza algoritmi di compressione solo per il trasferimento dati.
Per automatizzare la procedura è possibile creare uno script per eseguire la copia all'avvio del PC o programmare con il comando cron l'esecuzione.
2 - Backup remoto
La seconda opzione è fare il backup di directories locali su PC remoto e viceversa, possiamo avere un PC che contiene le copie aggiornate di tutti i dati sparsi sui vari computers che utilizziamo.
Una caratteristica di RSync, sempre a proposito della sicurezza, è la trasmissione dei dati su rete in modo cifrato utilizzando una connessione SSH tra sorgente e destinazione in modo da essere sicuri che nessuno possa intercettare e leggere i nostri dati.
Qualora il PC destinazione non avesse installato il demone server ssh sarà necessario installarlo , digitando:
sudo apt-get install openssh-server
fatto questo possiamo procedere al backup.
Creiamo una directory che conterrà le nostre copie dei dati con
mkdir /home/utente/copiadati
e dal pc sorgente digitiamo la stesso comando che abbiamo visto nel primo caso ma specificando come destinazione il server ssh :
rsync -vrhz /home/utente nomeutente@ip_host:/home/utente/copiadati
a questo punto ci verrà chiesto di confermare la connessione e accettiamo, successivamente alla richiesta digitiamo la password di nomeutente e il gioco è fatto!
Naturalmente il gioco funziona anche al contrario, cioe' copiare dati remoti su un pc locale, basta invertire i parametri.
Per adesso e' tutto,
alla prossima!
Per approfondimenti è possibile consultare il link https://www.samba.org/ftp/rsync/rsync.html
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domenica 27 marzo 2016
Catturare lo schermo con import
Import è un tool di imagemagick preposto a catturare lo schermo o parte di esso e salvare l'immagine in un file. Su Lubit trovate già installato il programma istantanea per realizzare le screenshot, tuttavia il tool import è assai interessante, soprattutto se si pensa che può essere inserito in uno script. Comunque, per farla breve, per catturare l'intero schermo, apriamo un terminale e spostiamoci in una cartella. Nel mio caso,
$ cd Prova
Ora, per catturare l'intero schermo, digitiamo
$ sleep 5; import -window root screenshot.png
Ho aggiunto un ritardo di cinque secondi in modo da poter minimizzare o chiudere qualche finestra.
Nel caso volessimo catturare solo una porzione dello schermo,
$ import screenshot.png
A questo punto non resta da fare altro che indicare con il mouse l'area dello schermo da immortalare.
Ovviamente si presume che abbiate già installato imagemagick. In caso contrario
$ sudo apt-get install imagemagick
Alla prossima.
sabato 26 marzo 2016
Una filigrana per ogni pagina di un pdf
Talvolta diventa necessario aggiungere una filigrana, un watemark, per ogni pagina di un file pdf.
Il procedimento è abbastanza semplice.
Anzitutto dovete creare la filigrana. In genere uso Gimp, Inkscape, Imagemagick oppure è possibile crearla online, ci sono svariati siti preposti allo scopo.
Avevo una filigrana in un file png. Per prima cosa l'ho converto in pdf
$ convert filigrana.png filigrana.pdf
Poi ho scaricato il tool pdftk
$ sudo apt-get install pdftk
Infine ho messo nella stessa cartella sia il pdf_da_modificare che il file filigrana.pdf.
Mi sposto con il terminale nella cartella contenenti i due file, nel mio caso
$ cd Prova
Non resta che lanciare il seguente comando
$ pdftk pdf_da_modificare background filigrana.pdf output pdf_con_filigrana.pdf
Ecco il risultato:
Alla prossima e Buona Pasqua.
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giovedì 24 marzo 2016
Lubit, la pasqua e le fasi lunari
La Pasqua è una festa mobile e dipende dalla luna.
Un anno arriva alta, un anno arriva bassa. Di sicuro cade di domenica tra la fine di marzo e il 25 aprile.
Il calcolo della Pasqua è sempre stato, nel corso della storia, una fonte di discussione.
Solo nel 325, con il concilio di Nicea, fu stabilito un modo per calcolare la data della Pasqua che valesse per tutto il mondo cristiano.
Ancora oggi valgono quelle disposizioni.
La Pasqua cade la prima domenica successiva al plenilunio che segue l'equinozio di primavera.
Quindi
- prima l'equinozio di primavera (+/- il 21 marzo)
- poi il plenilunio
- la domenica successiva al plenilunio è Pasqua
Calcolare la data della Pasqua su Lubit è estremamente semplice;
basta digitare nel terminale
$ ncal -e (anno)
ad es., per conoscere la data della Pasqua del 2016, basta digitare:
$ ncal -e 2016
Per conoscere la data della Pasqua del 2017,
$ ncal -e 2017
Per conoscere, invece, le fasi lunari dobbiamo installare il pacchetto bsdgames
$ sudo apt-get install bsdgames
Ora, per sapere la fase lunare di una determinata data, ad es., del 24-03-2016, basta aprire il terminale e digitare:
$ pom 16032410
pom sta per phase of moon, 16 è l'anno, 03 è il mese, 24 è il giorno e 10 sono le ore.
Ecco il risultato:
Thu 2016 Mar 24 10:00:00 (CET): The Moon was Waning Gibbous (99% of Full)
Quindi la Pasqua non può essere che domenica 27, prima domenica dopo il plenilunio, successivo all'equinozio di primavera ;)
Intanto...
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mercoledì 23 marzo 2016
Da rosa rossa a rosa blu, con Tintii
Dai, come si fa a stare senza tintii? :)
Tintii acquisisce le foto a colori e le elabora trasformandole in bianco e nero
con alcune regioni selezionate evidenziate a colori. La tecnica è
conosciuta come "cut-out" o colorazione selettiva.
Vabbe', vi mostro un esempio.
Rosa rossa.
Elaborazione con Tintii
Rosa blu.
Per installare tintii
$ sudo apt-get install tintii
e poi lanciarlo dal terminale
$ tintii
Alla prossima!
Tintii acquisisce le foto a colori e le elabora trasformandole in bianco e nero
con alcune regioni selezionate evidenziate a colori. La tecnica è
conosciuta come "cut-out" o colorazione selettiva.
Vabbe', vi mostro un esempio.
Rosa rossa.
Elaborazione con Tintii
Rosa blu.
Per installare tintii
$ sudo apt-get install tintii
e poi lanciarlo dal terminale
$ tintii
Alla prossima!
martedì 22 marzo 2016
Steganografia su Lubit. Parte prima.
La steganografia è una tecnica di sicurezza che viene di solito confusa con quella della crittografia.
Lo scopo della crittografia è quello di nascondere il contenuto di un messaggio. Non mi interessa che venga intercettato il messaggio, a me interessa che lo stesso risulti illeggibile agli occhi di colui che lo intercetta.
Lo scopo della steganografia è invece quello di nascondere proprio l'esistenza del messaggio.
Si pensi ad esempio ad un soldato che venga sorpreso a scambiare messaggi cifrati con uno Stato nemico: indipendentemente dal contenuto del messaggio, il solo fatto che vengano scambiati messaggi cifrati desta ovvi sospetti.
Le origini della steganografia non sono affatto recenti.
La parola steganografia deriva dall'unione dei due vocaboli greci stèganos (nascosto) e gràfein (scrivere) ovvero scrittura nascosta o meglio ancora l'insieme delle tecniche che consente a due o più persone di comunicare in modo tale da nascondere l'esistenza della comunicazione agli occhi di un eventuale osservatore, tradizionalmente denominato "nemico".
Erodoto racconta la storia di un nobile persiano che fece tagliare a zero i capelli di uno schiavo fidato al fine di poter tatuare un messaggio sul suo cranio; una volta che i capelli furono ricresciuti, inviò lo schiavo alla sua destinazione, con la sola istruzione di tagliarseli nuovamente.
In questa serie di post avremo modo di parlare ampiamente di steganografia su lubit, analizzando nei dettagli un po' di tools preposti allo scopo. Tools ad interfaccia grafica, ma anche a riga di comando. Magari ne creeremo qualcuno ricorrendo a bash e a Python.
Iniziamo da un tool abbastanza semplice: Outguess
Outguess è uno strumento di steganografia a riga di comando, che permette l'inserimento di informazioni nascoste nei bit ridondanti di una sorgente dati; nel nostro caso nasconderemo un messaggio segreto in un'immagine jpg (cuore.jpg)
Per installarlo
$ sudo apt-get install outguess
Spostiamoci nella cartella Documenti, dove avremo già posizionato un'immagine nel formato jpg.
$ cd Documenti
Ora creiamo il file di testo contenente il nostro messaggio segreto
$ echo "io uso lubit come sistema operativo" > secret.txt
A questo punto incorporiamo il file secret.txt nell'immagine
$ outguess -k "lubit linux" -d secret.txt cuore.jpg output.jpg
Il flag -k sta per key, che nel mio caso è lubit linux. Se dimenticherete la chiave, non riuscirete più a recuperare il messaggio segreto, eh. ;)
Per scorporare il messaggio segreto dall'immagine
$ outguess -k "lubit linux" -r output.jpg messaggio_segreto.txt
Alla prossima!
mercoledì 3 febbraio 2016
Se Lubit 64 bit non si connette più ad internet...
Salve!
Se state usando Lubit 5 o 6 a 64 bit e avete aggiornato il sistema, sicuramente non solo è scomparsa l'icona del network-manager del pannello, ma non non riuscite più a connettervi ad internet.
Purtroppo ci sono alcune librerie che sono "buggate", ragion per cui bisogna reinstallare quelle precedenti.
Per ovviare al problema fate così:
Per qualche giorno evitate di aggiornare il network-manager.
Alla prossima.
Se state usando Lubit 5 o 6 a 64 bit e avete aggiornato il sistema, sicuramente non solo è scomparsa l'icona del network-manager del pannello, ma non non riuscite più a connettervi ad internet.
Purtroppo ci sono alcune librerie che sono "buggate", ragion per cui bisogna reinstallare quelle precedenti.
Per ovviare al problema fate così:
- Stoppate il processo di network-manager:
- Nella directory Scaricati create una cartella di nome "net", dove andrete a posizionare le tre librerie scaricate.
- Spostatevi dal terminale nella cartella net:
- Installate i pacchetti:
- riavviate il network-manager
Per qualche giorno evitate di aggiornare il network-manager.
Alla prossima.
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sabato 14 novembre 2015
sabato 31 ottobre 2015
Eliminare i file di una directory contenenti una parola determinata.
Salve!
Supponiamo che in una directory, ad esempio in Documenti, abbia tantissimi file di testo e che voglia eliminare solo quelli che contengono, nel testo e non nel titolo, una determinata parola, come fare? Se si vuole evitare di cercare prima la parola in ciascuno di esso e poi eliminarli, si può usare uno script facile facile. ;)
Ovviamente lo script, prima di eliminare un qualsiasi file, chiede il consenso. Nel mio caso ho eliminato tutti i file nel cui testo compariva la parola Fedora. (non ho niente contro Fedora, eh, è solo un esempio) ;)
Alla prossima!
Supponiamo che in una directory, ad esempio in Documenti, abbia tantissimi file di testo e che voglia eliminare solo quelli che contengono, nel testo e non nel titolo, una determinata parola, come fare? Se si vuole evitare di cercare prima la parola in ciascuno di esso e poi eliminarli, si può usare uno script facile facile. ;)
#!/bin/bash
read -p "Quale parola vuoi cercare? " stringa
for file in $(grep -l $stringa *); do
rm -i $file;
done
exit 0
Ovviamente lo script, prima di eliminare un qualsiasi file, chiede il consenso. Nel mio caso ho eliminato tutti i file nel cui testo compariva la parola Fedora. (non ho niente contro Fedora, eh, è solo un esempio) ;)
Alla prossima!
venerdì 23 ottobre 2015
Lubit e internet per tutti!
Dopo un lungo periodo di "riposo" rieccomi qui con un breve, davvero breve, articolo che ritengo possa essere utile.
Probabilmente molti di voi avranno già sperimentato la soluzione che vado a mostrarvi, ma comunque, siccome è tornata utile a me in un periodo di difficoltà, preferisco scrivere due righe per condividerla.
Problema:
mi trovo fuori casa , non ho collegamento internet wifi e dispongo solo di una chiavetta usb per collegare il pc.... ok e se volessi collegare anche il mio smartphone , tablet o un secondo pc utilizzando la stessa connessione??
Lubit ha già tutto quello che ci serve per risolvere il problema!
Parto dal presupposto che sia già stata configurata la connessione tramite chiavetta , fatto questo basterà creare una rete wifi in modo da far diventare il pc un access point.
In pratica si fa così, clicchiamo con tasto sinistro del mouse sul network manager ( l'iconcina in alto a destra che rappresenta il collegamento), selezioniamo "crea nuova rete Wi-Fi", compiliamo il form col nome che vogliamo dare alla nuova rete, il protocollo di sicurezza e la chiave di protezione della rete (naturalmente possiamo anche scegliere nessuna sicurezza per avere una rete aperta) e confermiamo tutto.
A questo punto la rete è stata creata, in alto si nota l'attività di configurazione e avvio della rete, pochi secondi e abbiamo pronta la nuova rete wi-fi quindi possiamo selezionarla sui nostri dispositivi che cosi' avranno accesso alla rete, la stessa che usa il pc collegato direttamente con la chiavetta.
La rete non si avvia automaticamente quindi dopo aver avviato il pc dobbiamo selezionare la rete creata dalla lista delle reti disponibili.
L'ho detto, semplice ma utile! :)
A presto.
Saluti!
Probabilmente molti di voi avranno già sperimentato la soluzione che vado a mostrarvi, ma comunque, siccome è tornata utile a me in un periodo di difficoltà, preferisco scrivere due righe per condividerla.
Problema:
mi trovo fuori casa , non ho collegamento internet wifi e dispongo solo di una chiavetta usb per collegare il pc.... ok e se volessi collegare anche il mio smartphone , tablet o un secondo pc utilizzando la stessa connessione??
Lubit ha già tutto quello che ci serve per risolvere il problema!
Parto dal presupposto che sia già stata configurata la connessione tramite chiavetta , fatto questo basterà creare una rete wifi in modo da far diventare il pc un access point.
In pratica si fa così, clicchiamo con tasto sinistro del mouse sul network manager ( l'iconcina in alto a destra che rappresenta il collegamento), selezioniamo "crea nuova rete Wi-Fi", compiliamo il form col nome che vogliamo dare alla nuova rete, il protocollo di sicurezza e la chiave di protezione della rete (naturalmente possiamo anche scegliere nessuna sicurezza per avere una rete aperta) e confermiamo tutto.
A questo punto la rete è stata creata, in alto si nota l'attività di configurazione e avvio della rete, pochi secondi e abbiamo pronta la nuova rete wi-fi quindi possiamo selezionarla sui nostri dispositivi che cosi' avranno accesso alla rete, la stessa che usa il pc collegato direttamente con la chiavetta.
La rete non si avvia automaticamente quindi dopo aver avviato il pc dobbiamo selezionare la rete creata dalla lista delle reti disponibili.
L'ho detto, semplice ma utile! :)
A presto.
Saluti!
venerdì 16 ottobre 2015
Myman, il clone di Pac-Man, su Lubit
Myman è un videogioco in modalità testuale ispirato a Pac-Man, il famoso gioco arcade degli anni '80.
Per averlo su lubit:
Per giocare:
$ myman
Pagina del progetto: http://myman.sourceforge.net/
Per averlo su lubit:
$ sudo apt-get install build-essential
$ sudo apt-get install libncurses5-dev groff
$ wget http://downloads.sourceforge.net/project/myman/myman-cvs/myman-cvs-2009-10-30/myman-wip-2009-10-30.tar.gz
$ tar xvfvz myman-wip-2009-10-30.tar.gz
$ cd myman-wip-2009-10-30/
$ ./configure
$ make
$ sudo make install
Per giocare:
$ myman
Pagina del progetto: http://myman.sourceforge.net/
lunedì 28 settembre 2015
Lubit 6, nome in codice AKI, è online
Salve!
Finalmente ci siamo riusciti a rispettare la tabella di marcia. Lubit 6 presenta tante novità, hot corners, effetto exposè, lubit plasma panel e tante altre cose, tutte da scoprire. ;)
Per tutte le informazioni e per scaricarla, vi rimando al sito ufficiale del LubitProject: Qui.
Alla prossima!
Finalmente ci siamo riusciti a rispettare la tabella di marcia. Lubit 6 presenta tante novità, hot corners, effetto exposè, lubit plasma panel e tante altre cose, tutte da scoprire. ;)
Per tutte le informazioni e per scaricarla, vi rimando al sito ufficiale del LubitProject: Qui.
Alla prossima!
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Lubit
sabato 5 settembre 2015
Verso Lubit 6
Nonostante il caldo assurdo di quest'estate, lo sviluppo di Lubit è andato avanti. Si spera tanto che Lubit 6 sia pronta per la fine di settembre.
Oggi vi vogliamo mostrare, molto semplicemente, come anteprima, alcune immagini salienti.
Insieme a Lubit, si sta portando avanti anche lo sviluppo di un browser, il lubit browser minimal, interamente scritto in Python. I betatester confermano un calo di consumo di almeno del 60% rispetto agli altri browser. Sinceramente non so se riusciremo ad includerlo nel parco software di lubit 6.
Ovviamente si stanno aggiornando tutti i pacchetti deb creati per lubit 5 e in più sono state create ex novo altre applicazioni di cui vi diremo prossimamente.
Questi sono solo piccoli accenni, prossimamente scriveremo un post dove faremo luce su tutte le novità di Lubit 6.
A presto!
Oggi vi vogliamo mostrare, molto semplicemente, come anteprima, alcune immagini salienti.
Insieme a Lubit, si sta portando avanti anche lo sviluppo di un browser, il lubit browser minimal, interamente scritto in Python. I betatester confermano un calo di consumo di almeno del 60% rispetto agli altri browser. Sinceramente non so se riusciremo ad includerlo nel parco software di lubit 6.
![]() |
| Nuovo Conky |
![]() | |
| Lubit Plasma Panel |
![]() | |||
| Nuove icone Wbar |
![]() |
| Il nuovo menu di spegnimento |
![]() |
| Lubit Browser |
A presto!
domenica 7 giugno 2015
Lubit, un sistema per tutti !
Che Lubit sia un sistema operativo semplice, stabile e veloce non è un novità per chi segue questo blog, quindi il titolo di questo post deve avere anche un altro significato , anzi diciamo che ha doppio significato.
L'immagine in alto rappresenta chiaramente l'argomento che andrò a trattare in
questo articolo, si tratta di una installazione centralizzata del sistema che
"serve" più client.
Andiamo quindi subito a vedere come Lubit può essere un sistema per tutti.
Cos'è un Terminal Server
Siamo abituati a pensare i servers come web server, file server, print server e così via, adesso invece andremo a realizzare un OS Server o per meglio dire un Terminal Server.
Lo scopo di questa soluzione è utilizzare meglio le risorse e la capacità di calcolo di un PC mettendoli a disposizione di PC datati, anche senza memoria di massa , che faranno da semplici Thin-Client connesi in rete locale.
Per intenderci andremo a realizzare quello che accade con i terminali stupidi collegati a server unix, chi ha qualche annetto se li ricorderà ;)
Il sistema operativo sarà installato solo sul server e ogni client, collegato alla rete LAN, farà il boot da rete e il login come se si operasse direttamente sul Pc server.
Come funziona.
Si parte da una installazione di Lubit su di una macchina che abbia la capacità e le risorse per gestire con tranquillità la multiutenza visto che permetterà di far lavorare più utenti contemporaneamente, tutto il tutorial si basa sulla versione a 32 bit per assicurare il funzionamento anche con i client un pò datati.
Il secondo requisito per realizzare quanto detto è un sistema che permetta ai client di avviarsi prelevando il sistema operativo da remoto, questa funzione si chiama PXE.
Avrete notato che la maggior parte di pc ha la possibilità in fase di boot di scegliere se avviarsi da una memoria locale o da rete, beh questa è proprio la funzione che ci serve.
Il PXE dev'essere installato e configurato sul server, questo si compone di un DHCP server e di un server TFTP (Trivial File Transfer Protocol).
Ricordo velocemente che il DHCP server (Dynamic Host Configuration Protocol), come dice il nome, è un protocollo di rete che permette di gestire le connessioni degli host assegnando ai client che ne fanno richiesta tutti i parametri di rete, per es. indirizzo ip, subnetmask, DNS e altri parametri specifici per il PXE.
In questo caso la prima cosa che fà il DHCP è fornire ai client, oltre ai parametri di rete, l'indirizzo TFTP dove risiedono i files di sistema da caricare.
Il TFTP server è una versione semplificata di FTP che permette di rendere disponibili dei files in rete, non ha necessità di autenticazione.
Quindi avendo installato e configurato questi due componenti abbiamo la possibilità di accettare delle richieste DHCP, riconoscere e fornire tutti i dati ai client per il boot, e inoltre rendiamo disponibile agli stessi client i files di sistema da leggere tramite TFTP.
Oltre a questi due componenti andremo anche a generare i files di sistema per i client.
Dopo aver spiegato, anche se brevemente, come funziona il tutto andiamo alla parte pratica.
Realizziamo il nostro Terminal Server!
Potremmo installare tutte le funzioni che ho descritto prima a mano singolarmente ma esiste una soluzione rapida e semplice per fare tutto in modo quasi automatico, e siccome quel che conta è il risultato andremo spediti per la via più breve.
Per installare tutto quanto in un colpo solo basta digitare da terminale:
fatto questo abbiamo pronti tutti i servizi che ho elencato in precedenza, naturalmente ora non resta che fare un pò di configurazione.
Innanzitutto partiamo dalla configurazione dei parametri di rete.
Abbiamo appena installato un server dhcp nel nostro PC e quindi, cosa molto importante, se il router ha il servizio dhcp attivo è assolutamente necessario disattivarlo!!!
Configuriamo adesso l'interfaccia di rete del server che garantirà il servizio, dobbiamo configurarla con un ip statico a nosto piacimento, l'unica raccomandazine è di utilizzare ip privati.
Per esempio l'indirizzo ip privato per il server che utilizzerò in questo articolo è 192.168.1.3 netmask 255.255.255.0
Editiamo il file che imposta i parametri per le interfacce di rete:
inserendo le seguenti righe
Il router invece ha indirizzo 192.168.1.1 netmask 255.255.255.0 e garantirà l'accesso ad internet per tutti i PC.
A questo punto cominciamo con il creare l'ambiente di sistema che verrà letto dai client, procediamo da terminale digitando:
ora potete prendere un caffè nel frattempo che viene completata l'operazione (ci vorrà un pò, circa 20 minuti), il caffè non è indispensabile per la riuscita quindi potete optare anche per altro ;)
Finito questo passo, è il momento di configurare i servizi.
Cominciamo con il DHCP, il file da modificare si trova in /etc/ltsp ed ha nome dhcpd.conf , quindi da terminale:
(chi preferisce un editor old style testuale può usare nano al posto di leafpad)
ci troviamo adesso nei parametri di configurazione che dobbiamo personalizzare in base alle nostre necessità, in particolar modo dobbiamo modificare gli indirizzi di rete del server e il range degli ip a disposizione.
Riporto qui il file già pronto per configurae il server così da rendere piu' facile la modifica, basta copiare ;)
Lo scopo di questa soluzione è utilizzare meglio le risorse e la capacità di calcolo di un PC mettendoli a disposizione di PC datati, anche senza memoria di massa , che faranno da semplici Thin-Client connesi in rete locale.
Per intenderci andremo a realizzare quello che accade con i terminali stupidi collegati a server unix, chi ha qualche annetto se li ricorderà ;)
Il sistema operativo sarà installato solo sul server e ogni client, collegato alla rete LAN, farà il boot da rete e il login come se si operasse direttamente sul Pc server.
Come funziona.
Si parte da una installazione di Lubit su di una macchina che abbia la capacità e le risorse per gestire con tranquillità la multiutenza visto che permetterà di far lavorare più utenti contemporaneamente, tutto il tutorial si basa sulla versione a 32 bit per assicurare il funzionamento anche con i client un pò datati.
Il secondo requisito per realizzare quanto detto è un sistema che permetta ai client di avviarsi prelevando il sistema operativo da remoto, questa funzione si chiama PXE.
Avrete notato che la maggior parte di pc ha la possibilità in fase di boot di scegliere se avviarsi da una memoria locale o da rete, beh questa è proprio la funzione che ci serve.
Il PXE dev'essere installato e configurato sul server, questo si compone di un DHCP server e di un server TFTP (Trivial File Transfer Protocol).
Ricordo velocemente che il DHCP server (Dynamic Host Configuration Protocol), come dice il nome, è un protocollo di rete che permette di gestire le connessioni degli host assegnando ai client che ne fanno richiesta tutti i parametri di rete, per es. indirizzo ip, subnetmask, DNS e altri parametri specifici per il PXE.
In questo caso la prima cosa che fà il DHCP è fornire ai client, oltre ai parametri di rete, l'indirizzo TFTP dove risiedono i files di sistema da caricare.
Il TFTP server è una versione semplificata di FTP che permette di rendere disponibili dei files in rete, non ha necessità di autenticazione.
Quindi avendo installato e configurato questi due componenti abbiamo la possibilità di accettare delle richieste DHCP, riconoscere e fornire tutti i dati ai client per il boot, e inoltre rendiamo disponibile agli stessi client i files di sistema da leggere tramite TFTP.
Oltre a questi due componenti andremo anche a generare i files di sistema per i client.
Dopo aver spiegato, anche se brevemente, come funziona il tutto andiamo alla parte pratica.
Realizziamo il nostro Terminal Server!
Potremmo installare tutte le funzioni che ho descritto prima a mano singolarmente ma esiste una soluzione rapida e semplice per fare tutto in modo quasi automatico, e siccome quel che conta è il risultato andremo spediti per la via più breve.
Per installare tutto quanto in un colpo solo basta digitare da terminale:
sudo apt-get install ltsp-server-standalone openssh-server
fatto questo abbiamo pronti tutti i servizi che ho elencato in precedenza, naturalmente ora non resta che fare un pò di configurazione.
Innanzitutto partiamo dalla configurazione dei parametri di rete.
Abbiamo appena installato un server dhcp nel nostro PC e quindi, cosa molto importante, se il router ha il servizio dhcp attivo è assolutamente necessario disattivarlo!!!
Configuriamo adesso l'interfaccia di rete del server che garantirà il servizio, dobbiamo configurarla con un ip statico a nosto piacimento, l'unica raccomandazine è di utilizzare ip privati.
Per esempio l'indirizzo ip privato per il server che utilizzerò in questo articolo è 192.168.1.3 netmask 255.255.255.0
Editiamo il file che imposta i parametri per le interfacce di rete:
sudo leafpad /etc/network/interface
inserendo le seguenti righe
auto eth0
iface eth0 inet static
address 192.168.1.3
netmask 255.255.255.0
gateway 192.168.1.1
Il router invece ha indirizzo 192.168.1.1 netmask 255.255.255.0 e garantirà l'accesso ad internet per tutti i PC.
A questo punto cominciamo con il creare l'ambiente di sistema che verrà letto dai client, procediamo da terminale digitando:
sudo ltsp-build-client
ora potete prendere un caffè nel frattempo che viene completata l'operazione (ci vorrà un pò, circa 20 minuti), il caffè non è indispensabile per la riuscita quindi potete optare anche per altro ;)
Finito questo passo, è il momento di configurare i servizi.
Cominciamo con il DHCP, il file da modificare si trova in /etc/ltsp ed ha nome dhcpd.conf , quindi da terminale:
sudo leafpad /etc/ltsp/dhcpd.conf
(chi preferisce un editor old style testuale può usare nano al posto di leafpad)
ci troviamo adesso nei parametri di configurazione che dobbiamo personalizzare in base alle nostre necessità, in particolar modo dobbiamo modificare gli indirizzi di rete del server e il range degli ip a disposizione.
Riporto qui il file già pronto per configurae il server così da rendere piu' facile la modifica, basta copiare ;)
# Default LTSP dhcpd.conf config file.
#
authoritative;
subnet 192.168.1.0 netmask 255.255.255.0 {
range 192.168.1.20 192.168.1.250;
option domain-name "lubit.local";
option domain-name-servers 192.168.1.3;
option broadcast-address 192.168.1.255;
option routers 192.168.1.1;
# next-server 192.168.1.1;
# get-lease-hostnames true;
option subnet-mask 255.255.255.0;
option root-path "/opt/ltsp/i386";
if substring( option vendor-class-identifier, 0, 9 ) = "PXEClient" {
filename "/ltsp/i386/pxelinux.0";
} else {
filename "/ltsp/i386/nbi.img";
}
}
Come si può vedere ho impostato la lan 192.168.1.0 e subnet 255.255.255.0 dell' ip 192.168.1.3 che è l'indirizzo dell'interfaccia del server, impostato il range di ip disponibili dal 20 al 250, ho dato un nome al dominio e specificato il broadcast, il resto potete lasciarlo così com'è.
Specifichiamo che il server dhcp deve stare in ascolto sull'interfaccio eth0 editando il file
sudo leafpad /etc/init.d/isc-dhcp-server
modifichiamo le variabili
DHCPD_CONF=/etc/ltsp/dhcpd.conf
INTERFACES="eth0"
A questo punto aggiorniamo le chiavi ssh:
sudo ltsp-update-sshkeys
generiamo l'immagine del file di sistema che verrà letto dai client
sudo lstp-update-image
e riavviamo il server DHCP:
sudo /etc/init.d/isc-dhcp-server restart
Il gioco è fatto!
Ora da Lubit Control Panel creiamo un utente per ogni client, questo passo non è indispensabile ma è lo scopo di tutto il lavoro che abbiamo fatto fino ad ora :)
Colleghiamo i client alla rete e avviamo il boot da network.
Se il vosto client è davvero vechiotto o molto particolare e non supporta il boot da rete a, link http://rom-o-matic.net/gpxe/gpxe-git/gpxe.git/contrib/rom-o-matic/ potete creare un floppy disk, chiavetta usb o cd per risolvere .
Ok, sicuramente a questo punto vi trovate davanti al login di Ubuntu, tranquilli è solo l'avvio ... il resto è solo Lubit!
E' tutto, buon divertimento, alla prossima.
Saluti!
sabato 16 maggio 2015
Un semplice esperimento di Intelligenza Artificiale
Salve!
Non so se ricordate i vecchi film di fantascienza, quelli dove il ragazzo smanettone di turno inizia a dialogare attraverso il pc con una presenza sconosciuta.
Ecco, grazie a Python ho cercato di rivivere quelle atmosfere creando un programmino che, come un bambino, è capace di apprendere e ricordare. In pratica, il programma chiede ciò che non sa e non lo dimentica più.
Presto, una volta sistemato meglio, pubblicherò anche il codice. :)
A presto!
Non so se ricordate i vecchi film di fantascienza, quelli dove il ragazzo smanettone di turno inizia a dialogare attraverso il pc con una presenza sconosciuta.
Ecco, grazie a Python ho cercato di rivivere quelle atmosfere creando un programmino che, come un bambino, è capace di apprendere e ricordare. In pratica, il programma chiede ciò che non sa e non lo dimentica più.
Presto, una volta sistemato meglio, pubblicherò anche il codice. :)
A presto!
domenica 26 aprile 2015
Lubit e i pacchetti magici.
Ho sempre odiato la definizione "mago" associato all' informatica, non c'è proprio niente di magico in una materia scientifica se non la curiosità che ci spinge a studiare e scoprire sempre nuovi argomenti... eppure in questo articolo vedremo come fare una cosa che un pò si avvicina ad una piccola magia ;)
Mettiamo di avere un PC collegato in rete, e che questo PC sia spento quando invece ci serve che sia in funzione perché magari è un qualche tipo di server personale, come possiamo fare?
Beh la risposta più ovvia è andare fisicamente davanti al PC e accenderlo, ma questo sarebbe troppo semplice e di certo non ci sarebbe motivo di scriverci un articolo.
La piccola magia si chiama WOL (Wake on Lan) e consiste proprio in questo, cioè avviare da remoto un PC collegato ad una rete e raggiungibile.
Un PC che supporta il WOL non è mai completamente spento ma resta costantemente in ascolto in attesa del segnale di richiesta avvio, questo segnale che ci permette di dire al PC che deve "svegliarsi" si chiama Magic Packet , si ... proprio pacchetto magico.
Come già detto di magico non c'è molto, si tratta di un particolare pacchetto ethernet a livello datalink inviato in broadcast sulla rete LAN con il MAC address della macchina da avviare, basta conoscere l' indirizzo MAC della scheda di rete del pc da avviare e inviargli un Magic Packet.
Per realizzare quanto detto passiamo al terminale.
Iniziamo con la configurazione del PC da "svegliare"
Prima di tutto dobbiamo assicurarci che la funzione WOL sia supportata dal pc e che sia attivata a livello BIOS, quindi andiamo nella configurazione iniziale del computer e cerchiamo la voce "Wake on lan" o "Wake on PCI" e abilitiamo .
Ora dobbiamo verificare che anche a livello di sistema operativo sia tutto attivato , quindi avviamo il PC e apriamo una finestra terminale, digitiamo :
sudo apt-get install ethtool
sudo ethtool eth0
in questo esempio ho utilizzato l'interfaccia di rete eth0, andrà bene nella maggior parte dei casi, voi potete modificarla con l'identificativo della NIC che utilizzate.A questo punto se come output riceviamo qualcosa di simile a
......
Wake-on: g
...
vuol dire che il sistema è gi
à predisposto per usare il WOL , se così non fosse dobbiamo attivarlo manualmente, quindi conviene creare un piccolo script da far eseguire automaticamente ad ogni avvio di Lubit digitando :
sudo leafpad /etc/init.d/wol.sh
e nell' editor :
#!/bin/bah
sudo ethtool eth0
exit
salviamo il file e usciamo da Leafpad.Ora rendiamo lo script eseguibile e diciamo a Lubit di avviarlo :
sudo chmod a+x /etc/init.d/wol.sh
sudo update-rc.d wol.sh defaults
La configurazione è terminata, ora dobbiamo annotarci l'indirizzo MAC dell' interfaccia di rete :
ifconfig
e in corrispondenza dell'identificativo eth0, accanto a IndirizzoHW, troviamo il MAC , lo riconoscete perchè è composto da 6 cifre esadecimali separate da due punti , per es. 00:23:54:93:9f:fd .Fatto questo passiamo al PC che deve inviare il Magic Packet, per farlo esistono molti programmi su qualsiasi sistema operativo, qui useremo gwakeonlan che trovate gi
à disponibile nei repository di sistema.Installamolo :
sudo apt-get install gwakeonlan
dopo averlo avviato clicchiamo sull'icona "+" per aggiungere i parametri del nostro PC da svegliare
digitiamo un nome di fantasia, l'indirizzo MAC che abbiamo annotato in precedenza e lasciamo il resto inalterato.
A questo punto avremo in elenco il PC appena inserito
non ci resta che selezionarlo e cliccare su "Accendi" e ... il gioco è fatto!
Tutto questo funziona a livello MAC, quindi sulla nostra LAN, e se invece il PC da avviare si trova su una LAN diversa?
Beh come avrete notato in fase di inserimento dei paramentri del pc da svegliare non abbiamo modificato gli ultimi tre parametri, questi ci servono proprio per inviare il pacchetto su una rete diversa dalla nostra LAN.
Naturalmetne la rete dev'essere raggiungibile, quindi se collegata ad internet possiamo spuntare la voce "Internet" , si attiverà il campo "Sistema di destinazione" e inseriamo l'ip pubblico del PC da svegliare, mentre lasciamo inalterata la porta UDP 9.
Naturalmente per assicurarci che il pacchetto arrivi a destinazione dobbiamo configurare il router affinchè inoltri al PC i pacchetti UDP ricevuti sulla porta 9.
La pagina del progetto gWakeOnLAN, qui.
Alla prossima!
venerdì 3 aprile 2015
Lubit & Cloud
Salve,
iniziamo con una domanda:
Chi di voi usa, o ha usato almeno una volta, il famoso Dropbox, oppure Box.net, Google drive, skyDrive, solo per citare alcuni tra i più famosi?
Sicuramente molti!
I servizi di archiviazione cloud disponibili in rete sono ormai davvero tanti e molto utili, alcuni sono anche gratuiti sebbene con dei limiti.
Questi servizi ci permettono, come è noto, di conservare i nostri files in servers remoti, sicuri e veloci ma non di nostra proprietà e con dei limiti di capacità e personalizzazione, almeno nelle versioni gratuite.
A volte, come nel mio caso, capita di utilizzare più servizi avendo così i files sparsi nei vari cloud.
Come fare quindi per avere una soluzione analoga a quelle commerciali, che sia di nostra proprietà dove possiamo implementare tutte le funzionalità che ci servono e magari che faccia anche da aggregatore dei files che abbiamo sparsi in giro nei vari cloud?
Beh, una valida risposta per creare un nostro cloud privato è il software open source OwnCloud.
In questo articolo vedremo come installarlo e configurarlo partendo da zero con solo un sistema linux, naturalmente Lubit :).
La scelta di Lubit linux si addice molto bene al lavoro che andiamo a realizzare perché è un sistema operativo molto leggero , veloce e che necessita di poche risorse di sistema.
Pronti? Iniziamo!
Per quanto riguarda la gestione degli archivi si può scegliere, in fase di installazione, di utilizzare Sqlite, strumento più leggero ma poco adatto a un uso intensivo, oppure si può usare mysql o postgresql.
Per realizzare il nostro cloud personale utilizzeremo il più robusto e affidabile mysql che ci consente di avere una soluzione più adatta anche all' uso da parte molti utenti.
Come primo passo andiamo ad installare il server web apache2, il supporto per php e mysql, per fare ciò con lubit procediamo da riga di comando digitando nel terminale:
aggiorniamo il sistema
ci viene chiesta la password per l’utente root di mysql , la digitiamo , e l’installazione viene completata. (consiglio di annotare la password, servirà più avanti)
A questo punto abbiamo tutto quello che ci serve per poter proseguire con l’installazione di OwnCloud.
per scaricare le chiavi:
Da terminale digitiamo:
digitiamo la password di root che abbiamo inserito al momento dell’ installazione.
A questo punto ci troviamo nel prompt di mysql, digitiamo:
Creiamo l’utente per il database e diamogli i privilegi:
dove al posto di utente scriviamo il nome utente e in password la password per l’utente creato.
digitiamo quit per uscire da mysql.
Ok adesso siamo pronti ad usare il nostro cloud personale? beh si, ma c’è da tener presente che tutti i dati gestiti dal nostro sistema , fino ad ora, vengono trasmessi “in chiaro” e quindi potrebbero essere intercettati.
Per ovviare al problema procediamo ad installare il supporto alla cifratura ssl.
a questo punto il sistema genera il certificato e le chiavi ssl , per fare questo ci richede delle informazioni.
Riassumendo i campi richiesti (e le risposte suggerite) sono:
Country Name ( IT);
State (Italia);
Locality Name (possiamo lasciare vuoto);
Organization Name (un nome qualsiasi);
Organization Unit Name (lasciamo vuoto);
Common Name (IP pubblico, il nostro dominio dinamico o l’indirizzo web del server);
email (possiamo lasciare vuoto).
ora abilitiamo i certificati appena creati digitando:
modifichiamo le voci come segue:
ServerName (IP-pubblico digitato in Common Name)
SSLEngine on
SSLCertificateFile /etc/apache2/ssl/owncloud.crt
SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/owncloud.key
Se alcune di queste voci non vengono trovate si può tranquillamente digitarle in uno spazio vuoto .
Salviamo il file di configurazione e da terminale digitiamo:
Finalmente ci siamo.
Adesso siamo pronti per il primo accesso al nostro cloud e al wizard di configurazione.
Da web browser andiamo all’ indirizzo:
https://localhost/owncloud
Il browser ci avvertirà che il stiamo facendo accesso ad un sito cifrato, clicchiamo su “sono consapevole dei rischi”, poi “aggiungi eccezione”
seguito da “acquisisci certificati” e “conferma eccezione di sicurezza” .
Ecco che ci appare la schermata di configurazione di OwnCloud !!!
compiliamo il form con i dati richiesti:
nome utente e password
clicchiamo su Storage & database quindi scegliamo mysql e nei campi a seguire digitiamo l’utente creato per il database e la sua password, il nome del database “daticloud” e lasciamo inalterato localhost.
Confermiamo e, se tutto è andato per il verso giusto, in pochi secondi ci troveremo il nostro server cloud perfettamente funzionante.
Per ultimo attiviamo la forzatura del protocollo https andando nel menu in alto a destra (sul nostro nome utente) e scegliendo “Admin” spuntiamo la voce “Forza HTTPS”.
Finito!
Resterebbe da configurare le porte del nostro router per poter accedere al sistema da remoto ma questa è un'altra storia ;)
Saluti.
iniziamo con una domanda:
Chi di voi usa, o ha usato almeno una volta, il famoso Dropbox, oppure Box.net, Google drive, skyDrive, solo per citare alcuni tra i più famosi?
Sicuramente molti!
I servizi di archiviazione cloud disponibili in rete sono ormai davvero tanti e molto utili, alcuni sono anche gratuiti sebbene con dei limiti.
Questi servizi ci permettono, come è noto, di conservare i nostri files in servers remoti, sicuri e veloci ma non di nostra proprietà e con dei limiti di capacità e personalizzazione, almeno nelle versioni gratuite.
A volte, come nel mio caso, capita di utilizzare più servizi avendo così i files sparsi nei vari cloud.
Come fare quindi per avere una soluzione analoga a quelle commerciali, che sia di nostra proprietà dove possiamo implementare tutte le funzionalità che ci servono e magari che faccia anche da aggregatore dei files che abbiamo sparsi in giro nei vari cloud?
Beh, una valida risposta per creare un nostro cloud privato è il software open source OwnCloud.
In questo articolo vedremo come installarlo e configurarlo partendo da zero con solo un sistema linux, naturalmente Lubit :).
La scelta di Lubit linux si addice molto bene al lavoro che andiamo a realizzare perché è un sistema operativo molto leggero , veloce e che necessita di poche risorse di sistema.
Pronti? Iniziamo!
Prepariamo l'ambiente server
Owncloud è un applicativo web, funziona quindi come un sito web.Per quanto riguarda la gestione degli archivi si può scegliere, in fase di installazione, di utilizzare Sqlite, strumento più leggero ma poco adatto a un uso intensivo, oppure si può usare mysql o postgresql.
Per realizzare il nostro cloud personale utilizzeremo il più robusto e affidabile mysql che ci consente di avere una soluzione più adatta anche all' uso da parte molti utenti.
Come primo passo andiamo ad installare il server web apache2, il supporto per php e mysql, per fare ciò con lubit procediamo da riga di comando digitando nel terminale:
aggiorniamo il sistema
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
installiamo l’ambiente LAMP
sudo tasksel install lamp-server
ci viene chiesta la password per l’utente root di mysql , la digitiamo , e l’installazione viene completata. (consiglio di annotare la password, servirà più avanti)
A questo punto abbiamo tutto quello che ci serve per poter proseguire con l’installazione di OwnCloud.
Installiamo OwnCloud
Da terminale digitiamo:per scaricare le chiavi:
wget http://download.opensuse.org/repositories/isv:ownCloud:community/xUbuntu_14.10/Release.key
sudo apt-key add - < Release.key
fatto questo aggiungiuamo il repo ufficiale al source.list e aggiorniamo:
sudo sh -c "echo 'deb http://download.opensuse.org/repositories/isv:/ownCloud:/community/xUbuntu_14.10/ /' >> /etc/apt/sources.list.d/owncloud.list"
sudo apt-key add - < Release.key
sudo apt-get update
a questo punto procediamo con l’installazione digitando
sudo apt-get install owncloud
Creiamo il database
Come dicevo all’ inizio abbiamo scelto di usare mysql, quindi dobbiamo creare un database riservato a owncloud.Da terminale digitiamo:
mysql -u root -p
digitiamo la password di root che abbiamo inserito al momento dell’ installazione.
A questo punto ci troviamo nel prompt di mysql, digitiamo:
create database daticloud;
Creiamo l’utente per il database e diamogli i privilegi:
grant all privileges on daticloud.* to 'utente'@'localhost' identified by 'password' with grant option;
dove al posto di utente scriviamo il nome utente e in password la password per l’utente creato.
digitiamo quit per uscire da mysql.
Ok adesso siamo pronti ad usare il nostro cloud personale? beh si, ma c’è da tener presente che tutti i dati gestiti dal nostro sistema , fino ad ora, vengono trasmessi “in chiaro” e quindi potrebbero essere intercettati.
Per ovviare al problema procediamo ad installare il supporto alla cifratura ssl.
Un pò di sicurezza!
Sempre da terminale digitiamo:
sudo apt-get install openssl
sudo a2enmod ssl
sudo mkdir /etc/apache2/ssl
sudo openssl req -x509 -nodes -days 365 -newkey rsa:2048 -keyout /etc/apache2/ssl/owncloud.key -out /etc/apache2/ssl/owncloud.crt
a questo punto il sistema genera il certificato e le chiavi ssl , per fare questo ci richede delle informazioni.
Riassumendo i campi richiesti (e le risposte suggerite) sono:
Country Name ( IT);
State (Italia);
Locality Name (possiamo lasciare vuoto);
Organization Name (un nome qualsiasi);
Organization Unit Name (lasciamo vuoto);
Common Name (IP pubblico, il nostro dominio dinamico o l’indirizzo web del server);
email (possiamo lasciare vuoto).
ora abilitiamo i certificati appena creati digitando:
sudo leafpad /etc/apache2/sites-available/default-ssl.conf
modifichiamo le voci come segue:
ServerName (IP-pubblico digitato in Common Name)
SSLEngine on
SSLCertificateFile /etc/apache2/ssl/owncloud.crt
SSLCertificateKeyFile /etc/apache2/ssl/owncloud.key
Se alcune di queste voci non vengono trovate si può tranquillamente digitarle in uno spazio vuoto .
Salviamo il file di configurazione e da terminale digitiamo:
sudo a2ensite default-ssl
sudo service apache2 restart
Finalmente ci siamo.
Adesso siamo pronti per il primo accesso al nostro cloud e al wizard di configurazione.
Da web browser andiamo all’ indirizzo:
https://localhost/owncloud
Il browser ci avvertirà che il stiamo facendo accesso ad un sito cifrato, clicchiamo su “sono consapevole dei rischi”, poi “aggiungi eccezione”
seguito da “acquisisci certificati” e “conferma eccezione di sicurezza” .
Ecco che ci appare la schermata di configurazione di OwnCloud !!!
compiliamo il form con i dati richiesti:
nome utente e password
clicchiamo su Storage & database quindi scegliamo mysql e nei campi a seguire digitiamo l’utente creato per il database e la sua password, il nome del database “daticloud” e lasciamo inalterato localhost.
Confermiamo e, se tutto è andato per il verso giusto, in pochi secondi ci troveremo il nostro server cloud perfettamente funzionante.
Per ultimo attiviamo la forzatura del protocollo https andando nel menu in alto a destra (sul nostro nome utente) e scegliendo “Admin” spuntiamo la voce “Forza HTTPS”.
Finito!
Resterebbe da configurare le porte del nostro router per poter accedere al sistema da remoto ma questa è un'altra storia ;)
Saluti.
lunedì 16 marzo 2015
Ognuno ha il suo sticky bit che si merita!
Ora vi racconto, che forse neanche Juhan... Vabbe', lui ora è impegnato con lisp...lo state seguendo il corso, vero? :)
Lo sapete che l'associazione Gli Amici di Lubit è diventata un Lug?
Partiamo dall'inizio. Abbiamo creato un server, dove ognuno dei soci può accedervi tramite sftp. Ogni socio ha il suo utente, etc.
Abbiamo creato anche una cartella condivisa, cui ho dato un bel 777, tuttavia, non mi sembrava giusto che ogni utente potesse cancellare oltre ai suoi file anche quelli degli altri. Allora ho fatto ricorso allo sticky bit.
Ma cos'è uno sticky bit?
Lo sticky bit è un permesso speciale che può essere associato ad un file (tipicamente ai file eseguibili) o ad una directory.
Se lo sticky bit è abilitato su una cartella, il contenuto della stessa può essere eliminato solo dal proprietario che lo ha creato o dall'utente root (che tutto può). Nessun altro può eliminare i dati degli altri utenti in questa cartella. Questa è una misura di sicurezza per evitare la cancellazione di cartelle e dei loro contenuti, anche se gli altri utenti hanno autorizzazioni complete, in lettura e scrittura.
Per abilitare lo sticky bit sulla cartella condivisa, che si trova nella directory /home,
# chmod o+t cartella_condivisa
Per disabilitarlo
# chmod -t cartella_condivisa
Una particolarità.
$ cd /
$ ls -la
Se andate a vedere i permessi della directory /tmp, noterete che è già abilitato lo sticky bit, lo si capisce dalla presenza della "t" ;)
Per saperne di più: qui e qui.
Alla prossima!
Lo sapete che l'associazione Gli Amici di Lubit è diventata un Lug?
Partiamo dall'inizio. Abbiamo creato un server, dove ognuno dei soci può accedervi tramite sftp. Ogni socio ha il suo utente, etc.
Abbiamo creato anche una cartella condivisa, cui ho dato un bel 777, tuttavia, non mi sembrava giusto che ogni utente potesse cancellare oltre ai suoi file anche quelli degli altri. Allora ho fatto ricorso allo sticky bit.
Ma cos'è uno sticky bit?
Lo sticky bit è un permesso speciale che può essere associato ad un file (tipicamente ai file eseguibili) o ad una directory.
Se lo sticky bit è abilitato su una cartella, il contenuto della stessa può essere eliminato solo dal proprietario che lo ha creato o dall'utente root (che tutto può). Nessun altro può eliminare i dati degli altri utenti in questa cartella. Questa è una misura di sicurezza per evitare la cancellazione di cartelle e dei loro contenuti, anche se gli altri utenti hanno autorizzazioni complete, in lettura e scrittura.
Per abilitare lo sticky bit sulla cartella condivisa, che si trova nella directory /home,
# chmod o+t cartella_condivisa
Per disabilitarlo
# chmod -t cartella_condivisa
Una particolarità.
$ cd /
$ ls -la
Se andate a vedere i permessi della directory /tmp, noterete che è già abilitato lo sticky bit, lo si capisce dalla presenza della "t" ;)
Per saperne di più: qui e qui.
Alla prossima!
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